Nordovest dell´Argentina in 24 Giorni

Questo viaggio attraverso il nord-ovest dell’Argentina e del Cile si compie senza lasciare nulla a caso, poiché godiamo delle 3 provincie più importanti del nord argentino insieme con la bellezza naturale del Salar di Atacama e le sue Lagune dell’Altopiano, il Geyser del Tatio e il Villaggio Archeologico di Tulor. Dedichiamo una giornata completa a Tafí del Valle, la perla di Tucumán, e pratichiamo turismo avventura in Salta, alternando il trekking con una cavalcata lungo la bellissima San Lorenzo, a Potrero Grande.

Nordovest dell´Argentina in 24 Giorni

24 giorni - 23 notti

Tucumán compiendo il Percorso Ampio, Salta con Trekking e Cavalcate, San Pedro de Atacama con i Geyser del Tatio fino a Jujuy visitando le Lagune di Yala

Nordovest dell´Argentina in 24 Giorni

24 giorni - 23 notti

  • Alloggio in stanze doppie con prima colazione in base alla categoria di hotel selezionato
  • Trasferimenti itinerario dettagliato
  • Escursioni regolari elencati nell'itinerario (tranne opzionale)
  • Ticket aerei di cabotaggio
  • Guida spagnolo inglese bilingue
  • Coordinazione permanente

Giorno 1 - San Juan, Dique de Ullum & Cavas de Zonda

Benvenuti in Argentina. Accoglienza e trasferimento dall'Aeroporto Internazionale di Ezeiza all'Aeroporto Metropolitano Jorge Newbery della Città di Buenos Aires. Accoglienza e trasferimento dall'Aeroporto di San Juan all'hotel.

Conosciamo le principali attrazioni della città di San Juan, che si trova nel centro nord della valle di Tulúm. Questa città fu praticamente distrutta da un terremoto nel 1944, perciò si tratta di una delle città più nuove in Argentina. E´la città natale di Domingo Faustino Sarmiento, che fu presidente argentino, la sua attività fu utile per la diffusione della pubblica istruzione. Le principali attrazioni di San Juan sono il serbatoio di Ullum, la Quebrada de Zona e la strada del vino.

Nella nostra visita possiamo ammirare la casa natale di Sarmiento, che è l´unica testimonianza coloniale preservata in città, dispone di 9 sale, 3 camere da letto di servizio, e 2 cortili, rispettando la distribuzione delle case dell´epoca. Un altro posto da visitare è la cattedrale, in onore di San Juan Bautista, si tratta di una delle chiese più moderne, poiché la prima fu costruita nel 1712 dalla compagnia di Gesù e ricostruita nel 1979 a causa del terremoto. Altri punti di interesse sono l´auditorio Juan Victoria, essendo il luogo culturale per eccellenza, il museo di San Martín, ecc. In seguito, visitiamo la diga di Ullum e le cantine di Zonda, dove avremo l´occasione di degustare vini di San Juan di prima qualità.

Giorno 2 - Valle di Calingasta e Barreal

Partiamo per Pampa del Leoncito, in seguito andiamo all´osservatorio astronomico e al monte Alcázar. E´una strada di montagna, osserviamo la collina Villicum, arriviamo al villaggio di Talacasto, dopo aver attraversato la valle stretta e profonda nota come Quebrada de las Burras, poi entriamo in Calingasta, per raggiungere Barreal. Da lì partiamo per Pampa del Leoncito, luogo che ci permette di praticare wind-car o veicolo a vela, grazie ai venti continui che soffiano a oltre 80 chilometri all´ora. Il veicolo a vela è una macchina piccola che ha 2 ruote di auto nella parte posteriore e 1 ruota di moto nella parte anteriore, anche una fusoliera e un albero che di solito deve essere di alluminio, affinché sia leggero e si muova con grande slancio. Pampa del Leoncito, posto anche chiamato Barreal, è una struttura geologica vicino al villaggio di Barreal, dove è stata creata una riserva naturale.

Si tratta di una pianura con terreno arido coperto da fenditure lunga 15 chilometri e larga 5 chilometri, che una volta fu il fondo di un bacino lacustre (lago), senza vegetazione, che assomiglia alla trama di ragnatele. La vista è atipica ed il colore bianco è molto profondo. Avviamo l´occasione di osservare la collina più alta di San Juan: Il monte Mercedario, con i suoi 6.772 metri. Di seguito pranziamo in Barreal, il centro turistico più importante della valle, si tratta di un villaggio con strade sterrate e belli pioppi, visitiamo il complesso astronomico El Leoncito. E´un osservatorio che si trova sulla base della cordigliera, a 2.500 metri sul livello del mare, nella riserva astronomica di San Juan che copre quasi 70.000 ettari, essendo un luogo eccellente per fare osservazioni dello spazio. Mentre ritorniamo a San Juan godiamo di una vista spettacolare del monte Alkázar.

Giorno 3 - Nord di San Juan, raggiungendo Jáchal, Cuesta del Viento e Rodeo

Prima colazione in albergo. Prendiamo la strada maestra 40 in direzione nord della provincia di San Juan, lasciando alle spalle il fiume San Juan, passiamo per villaggi quali Albardón, Matagusanos, Talacasto, e accanto alla collina Villicúm per raggiungere la città di San José di Jáchal, nel suo museo visitiamo le culture indigene. Ci deviamo in direzione ovest verso la precordigliera centrale, su sentiero di montagna alla scoperta di un panorama unico. Conosciamo Cuesta del Viento, luogo adatto per praticare degli sport acquatici come il windsurf, poi andiamo a Rodeo, un piccolo villaggio di montagna che si trova vicino alla diga di questo terreno, diga idroelettrica che presenta uno specchio d´acqua cristallina e di colore turchese.

Continuiamo il nostro itinerario fino a Pismanta, dove vi si trova il noto stabilimento termale, e l´arido del deserto e il verde dell´oasi si fondono assieme in un´unica struttura, essendo

uno dei luoghi più belli di San Juan. Le sue acque termali hanno proprietà curative, terapeutiche e per ringiovanire, ideali per le malattie reumatiche e della pelle. Ritorniamo al capoluogo di San Juan attraverso Las Flores e Bella Vista, su strada di precordigliera, salendo il terreno in pendenza raggiungiamo la zona più alta in El Colorado. Poi in Talacasto riprendiamo la strada 40 per entrare a San Juan.

Giorno 4 - Parco Provinciale Ischigualasto: Valle Fertile & Valle della Luna

Partiamo per la valle Fértil, dopo aver passato per il santuario di Difunta Correa, nel villaggio di Vallecito, in San Juan. Esiste una vera devozione popolare dai cattolici, sebbene non sia riconosciuta dalla Chiesa cattolica. I seguaci credono nei suoi miracoli e la considerano una santa popolare, venerata come una dea. Raggiungiamo il parco provinciale Ischigualasto per scoprire la valle della Luna e delle sue cinque stazioni. Questo parco ha una superficie di 62.000 ettari e si trova a 330 chilometri dal capoluogo di San Juan. Presenta un notevole patrimonio geologico e paleontologico, è stato dichiarato dall´UNESCO patrimonio naturale dell´umanità nel 2000. Ischigualasto appartiene al periodo Triassico 300 milioni di anni fa, ed è una fedele rappresentazione di quell´epoca, in cui si estesero i primi mammiferi e dinosauri. In queste terre venne trovato uno dei primi dinosauri, l´eoraptor lunensis. Le sue forme geologiche principali sono: Il verme, la valle dipinta, i campi da bocce, il sottomarino, il fungo e i rossi. Nel pomeriggio ritorniamo alla valle Fértil, dove ci alloggiamo.

Giorno 5 - Parco Nazionale Talampaya, La Rioja

Ci alziamo presto la mattina per lasciare la provincia di San Juan e partiamo per la provincia di La Rioja, verso Villa Unión, per visitare il parco nazionale Talampaya. Villa Unión possiede 6.000 abitanti ed è situata su una valle tra la precordigliera e la bellissima catena montuosa di Famatina, a 60 chilometri dal parco. Talampaya è una riserva naturale che possiede giacimenti di valore archeologico e paleontologico, a causa dei numerosi fossili trovati, come è il caso del dinosauro Lagosuchus Talampayensis dell´era mesozoica. In breve, questo parco è il risultato di intensi movimenti tettonici e dell´erosione eolica prodotta durante milioni di anni. Copre 215.000 ettari, è rinomato per i suoi incredibili faraglioni di roccia rossa e per le varie figure scultoree causate dall´erosione del vento, posto di nidificazione dei condor. Le sue rocce risalgono al periodo Triassico dell´era mesozoica, possiedono le tracce dei primi dinosauri. Ritorniamo a San Juan attraversando il maestoso terreno in pendenza di Huaco.

Giorno 6 - Continuiamo verso La Rioja, Chilecito e capoluogo di La Rioja

Prima colazione in albergo. Lasciamo Villa Unión per raggiungere La Rioja attraverso il terreno in pendenza di Miranda, che si trova inserito tra le catene montuose di Famatina e di Sañogasta. Questo terreno in pendenza costituisce una delle poche strade che si trova in buono stato, unisce la valle di Chilecito alla regione di Cuyo. È il percorso obbligato per unire Villa Unión a Chilecito. Il terreno in pendenza di Miranda presenta un paesaggio coperto di diverse sfumature di rosso, è un percorso che disegna il suo contorno tra le montagne e la valle stretta del fiume omonimo, finendo in un percorso di cornice con curve e burroni straordinari. Prima raggiungiamo Chilecito, la seconda città più importante di La Rioja, che si trova nella valle Antinaco - Los Colorados e nascosto tra le catene montuose di Velasco e di Famatina. Si tratta di una zona dedicata all´industria del vino e alla piantagione di alberi di noci e frutta. Nel pomeriggio raggiungiamo siamo arrivati a La Rioja.

Giorno 7 - La Rioja e le sue attrattive

Prima colazione in albergo. Scopriremo le principali attrattive della città di La Rioja, raggiungiamo anche la diga Los Sauces. Questo capoluogo, con l´anima di paese, presenta la sua piazza 25 de Mayo, che è il suo centro, la casa di governo di stile greco-romano, che è stata adattata in quanto dispone di un vestibolo e di cortili con gallerie. Di fronte alla piazza c´è il circolo sociale, dove si realizzano esposizioni e la basilica di San Nicolás in stile bizantino. Risulta anche interessante la casa dell´ex governatore Joaquín Víctor González in stile coloniale con l´immagine che assomiglia a un castello del medioevo, costruita a metà del XIX secolo. D´altra parte, troviamo il tempio di Santo Domingo, eretto in pietra dagli indigeni nel 1623, dove si distingue la porta di legno carrubo intagliato, e finalmente possiamo visitare il museo d´Arte Sacra.

Giorno 8 - Villaggi di La Rioja (La Costa Riojana): Sanagasta, Huaco, Chuquis, Anillaco...

Vamos a recorrer la costa riojana, de trata de las principales poblaciones de La Rioja. El mayor encanto lo brinda el cordón montañoso de la sierra del Velazco, que nos acompañara durante todo nuestro recorrido, encontrando lugares llenos de vida, colores, una paz que detiene el tiempo, el microclima que nos pone en contacto con la naturaleza. Las Peñas es el primer pueblo con sus casas de adobe sobre peñones de granito y la iglesia de San Rafael. Luego viene Agua Blanca, famosa por sus dulces caseros Sigue el pueblo de Pinchas, lleno de frutales, hortalizas y nogales. En sus tiendas artesanales, se pueden conseguir mantas de llama o vicuña.

Chuquis es conocida por que se encuentra el solar de Pedro de Castro Barros, actualmente es un museo regional. Continúa el pueblo de Aminga, con casonas, quintas y bodegas hechas con muros elevados de pircas. En su plaza principal está el Mercado Artesanal y la iglesia de La Merced. Una vez más sobre la ruta, alcanzamos a reflexionar sobre la alegría y la tranquilidad que se perciben en el aire de cada una de estas localidades. Llegamos a Anillaco, el más moderno de los pueblos de la costa riojana con calles de asfalto y grandes propiedades de viñedos ideales para degustar vinos de alta calidad o vinos pateros.

Avanzamos hasta Los Molinos con sus fincas de nogales, olivos, almendros y membrillos. Sigue Anjullón, con la iglesia más bella de la costa riojana, que data de 1896, de estilo italiano. Más tarde está la localidad de San Pedro y finalmente Santa Vera Cruz, que está sobre la montaña. Sobresale en el viaje el Castillo de Dionisio Aizcorbe. Por la tarde traslado a la terminal de buses de La Rioja para viajar a Catamarca (200 km). Recepción en la terminal de buses de San Fernando del Valle de Catamarca y traslado al hotel.

Giorno 9 - Catamarca e Terreno in pendenza del Portezuelo

Prima colazione in albergo. Durante la mattinata conosciamo la città di Catamarca, dalla basilica, la passeggiata di la Fe, la piazza 25 de Mayo, il convento di San Francesco fino al mercato artigianale. Nel pomeriggio partiamo per la Cuesta del Portezuelo, raggiungendo la diga Las Piquitas. La Cuesta del Portezuelo è un percorso lungo, bello, molto tortuoso, a zigzag, che raggiunge quasi i 1.700 metri sul livello del mare, da dove possiamo ammirare una vista straordinaria della valle di Catamarca attraversata dal fiume Paclín, e della catena montuosa di Ambato. Questo terreno è stato immortalato in zamba nella canzone Paesaggio di Catamarca, che fu interpretata dal noto gruppo di folclore argentino: Los Chalchaleros. Durante il viaggio viviamo l´esperienza di visitare diversi villaggi che si trovano sul ciglio della strada.

Giorno 10 - Partenza per San Miguel de Tucumán

Prima colazione in Hotel. Trasferimento al terminal degli autobus per prendere l'autobus per la città di San Miguel de Tucuman. Ricevimento presso il terminal degli autobus di Tucumán e trasferimento in hotel.

Giorno 11 - El Cadillal, Raco, El Siambón, San Javier e Villa Nougués (Percorso Ampio)

Prima colazione in albergo. Partenza dal capoluogo di Tucumán per compiere il Percorso Ampio, attraversando diverse località rappresentative della provincia, viaggiando sull'autostrada Nazionale 9 fino a raggiungere Tafi Viejo. Deviaremo al chilometro 20 per visitare la diga nota come Dique Celestino Gelsi, situata nella località di El Cadillal, e la sua villeggiatura d'estate. Entreremo in questo lago proprio incantevole, che occupa 1.400 ettari, in cui ci vedremo circondati da montagne, segno degli ultimi elevamenti della catena montuosa Sierra de Medina, posto ideale per praticare degli sport d'avventura, come il kayak, lo sci d'acqua, l'immersione, e tanti altri, come trekking sui sentieri della foresta, e per rinfrescarsi durante i mesi di caldo.

Di seguito, partiremo verso le località di Raco e di El Siambón, la prima si trova a 48 km dalla città di Tucumán, il cui origine data dal secolo XVII, piccola città pittoresca attraversata dal fiume Raco, che possiede un club in cui si possono praticare diverse attività. A pochi chilometri vi si trova El Siambón, un'altra bellisima località, segnalata dalla presenza di rilievi montuosi soavi verdi in armonia con l'azzurro del cielo e le sue belle case, in questo posto vi si trova il Monastero dei Monachi Benedettini, eretto nel 1955.

Dopo avere visitato queste località, partiremo verso San Javier, un'altra località situata a 1.150 metri sul livello del mare, che vi offre un posto di rilassamento in mezzo alla natura, come il Parco Sierra de San Javier, in cui si possono praticare diverse attività, per esempio, il parapendio, il trekking, le cavalcate, e tante altre. Prima di arrivarci, potremo godere di una zona di bellissime ville. Di seguito, visiteremo la collina nota come Cerro San Javier, in cui potremo avere una veduta incantevole dei dintorni e del Cristo Bendicente, a 28 metri d'altitudine. Proseguimento verso Villa Nogués, una località anche pittoresca per trovarsi in mezzo alle valli e alle zone di yunga selvatica (valli caldi delle Ande) che circondano questa bella regione. Poi, ritorneremo a San Miguel di Tucumán.

Giorno 12 - Feria de Simoca, las Ruinas Jesuíticas de Lules & San Pedro de Colalao

Desayuno en el hotel. Todos los sábados salimos al amanecer desde San Miguel de Tucumán para ir a la conocida Feria de Simoca, la gente va llegando de distintos pueblos cercanos en caravanas de sulkys y carros, a comprar, vender, intercambiar trabajos o sólamente para disfrutar del espectáculo que es la feria en sí, cerca del mediodía se prueba la gastronomia típica de la zona. Luego vamos hacia las Ruinas de San José de Lules.

Por la tarde vamos por los caminos rodeados de plantaciones citrícolas con el objetivo de ir a conocer a San Pedro de Colalao para disfrutar de sus sitios arqueologicos, senderos ideales para realizar extensas caminatas y disfrutar de actividades de turismo aventura. En San Pedro de Colalo se puede visitar la parroquia de la villa, el casco viejo, la plaza Leocadio Paz, la gruta de la Virgen de Lourdes y la reserva fitozoologica.

En las proximidades se establecieron en otros tiempos de la antigua Cultura La Candelaria; San Pedro de Colalao debe su nombre de la época prehispánica, parcialidad pazioca denominada colalao (la desinencia ao, en lule, significa pueblo, kolal, significa jefe o autoridad principal). Durante el siglo XVII se funda la encomienda española San Pedro de Colalao y para fines del siglo XIX empiezan a edificarse las primeras casas de los criollos tucumanos. El pueblo está muy próximo a los Valles Calchaquíes, sobre la Quebrada del río Tipas, sus casas son de afines del siglo XIX y sus calles presentan árboles con moreras y tarcos y sus habitantes la gran mayoría son gauchos criollos.

Nota: La Feria de Simoca funciona los días sábados, el resto de los días vamos a visitar las Ruínas Jesuíticas de San José de Lules y a San Pedro de Colalao.

Giorno 13 - Tucumán - Tafi del Valle - Rovine degli Indigeni Quilmes – Cafayate

Si farà la prima colazione in albergo. Sarete pronti per cominciare questa escursione che vi porterà a percorrere Tafi del Valle, le Rovine degli Indigeni Quilmes, e finalmente, Cafayate. Prenderemo l'autostrada nazionale 38 per visitare, come prima sosta, le Rovine Gesuitiche San José de Lules, composte da una cappella e un convento eretti dai gesuiti nel 1670. Continueremo il nostro percorso, passando per Famaillá, Acheral e Santa Lucía, strada che ci porta verso Tafi del Valle, e durante la quale potremo ammirare dei campi di coltivamento della canna da zucchero, l'agrume, ed altri frutti.

Fra pochi chilometri, cominceremo la nostra entrata nella Quebrada de Los Sosa, percorreremo la strada da cornice, che ci offre una veduta spettacolare sulla vegetazione selvatica di Tucumán, e nel frattempo, passeremo per posti noti come Indio, Fin del Mundo e la Heladera, i quali attirano la nostra attenzione per le sue formazioni geologiche curiose. Continueremo la scesa e mentre lo faremo, vedremo il cambiamento di paesaggio, giacché comincia ad apparire una vegetazione più bassa, fra salici, pini, e alissi che apportano un ritocco speciale e bellissimo al dipinto di colline verdi, attraversando dei ruscelli sotto il cielo azzurro da non dimenticare.

Vi preparerete per entrare nella valle, che vi offre l'immensa cartolina verde, proprio qui davanti a noi, andremo verso El Mollar, un villaggio turistico della provincia di Tucumán, che fu un insediamento archeologico molto importante, in cui si scoprirono nel XX secolo, le rovine di una antica civiltà che visse 300 anni avanti Cristo. Saremo circondati da natura incontaminata, paesaggi sempre verdi; continueremo per ammirare la diga nota come Dique La Angostura, uno specchio d'acqua incantevole, posto ideale per praticare degli sport dell'acqua e d'avventura.

Davanti a noi vedremo il "paese dall'entrata splendida", come lo chiamarono i diaguitas, una comunità indigena che abitò queste terre una centinaia di anni fa, e questo significa "Tafí". In questo luogo, visiteremo la Chiesa Gesuitica La Banda, una semplice reliquia coloniale che data dagli inizi del XVIII secolo. Da lì, partiremo verso Abra del Infiernillo, una strada remota fra la valle di Tafi e le valli Calchaquíe, dove potremo ammirare degli animali come i lama e le pecore, e rappresenta anche l'habitat di determinate specie di animali in estinzione come il gatto delle Ande e il cerbiatto. Attraversando l'Abra e percorrendo verso Ampimpa, potremo osservare delle piante cactus lungo la strada, un balcone naturale della Valle Yocavil o Santa María, da dove potremo avvistare il villaggio Amaicha del Valle, a pochi chilometri. In questo villaggio ci abita l'unica comunità indigena del nord-ovest, la cultura diaguita, il cui popolo fabbrica dei pezzi unici, si tratta di una località nota per i suoi squisiti vini patero, alfajores (dolci tipici), torrone, e formaggi.

Attraversando il fiume Yocavil, entreremo nelle Rovine dei Quilmes, i resti del maggiore insediamento preispanico in Argentina, il cui nome si deve al fatto che, quando furono sconfitti dagli spagnoli, furono obbligati a percorrere una migliaia di chilometri fino ad arrivare a Buenos Aires, nella località che oggi porta il loro nome. Visiteremo il museo ed in seguito, la fortificazione eretta da questa comunità.

Passeremo per El Bañado, Colalao del Valle. Proseguimento per il paese di Tolombón per entrare a Cafayate. Mentre avanzeremo potremo osservare il cambiamento del paesaggio, da terre aride a posti ricoperti da vigneti, fino a raggiungere Cafayate, dove pernottaremo.

Giorno 14 - Valli Calchaquíes attraverso Cafayate

Si farà la prima colazione in albergo. Continueremo il nostro viaggio da Cafayate, visitando le Valli Calchaquíe. Visiteremo la Cattedrale Nuestra Señora del Rosario che contrasta con le colline sullo sfondo di diverse tonalità, poi percorreremo le cantine più tradizionali di questa bellissima città fra valli e colline abbellite con un colore verde straordinario, è la più importante delle Valli Calchaquíe, nota, in modo particolare, per i suoi vini torrontés (l'uva bianca), posto ideale per la sua temperatura e umidità che favorisce lo sviluppo di questa varietà di uva, dal sapore dolce e fruttato, insieme ai suoi formaggi di capra. Il nome della città ha origine in un antico asediamento indigena, e vuole dire "Sepoltura delle sofferenze". Avremo il piacere di assaggiare alcuni vini appartenenti a queste cantine. Di seguito, visiteremo il Museo Archeologico, posto in cui vi si trovano diversi oggetti che appartenevano ai popoli indigeni, ciò aveva fatto che si facessero molte ricerche, scavi, restauri e la loro mostra.

Saremo meravigliati quando entreremo nelle terre dalle formazioni curiose e molto attraenti, passando Quebrada de las Conchas, posto in cui potremo ammirare diverse figure come la Gola del Diavolo, l'Anfiteatro, posto incantevole in cui è possibile ascoltare l'eco di ogni suono in modo perfetto, ed anche dove si presentano diversi festival di folclore, l'Obelisco che da origine a una rupe isolata, i Castelli dal colore rosso intenso che fanno ricordare ai castelli del medioevo, la Gessaia con le sue formazioni di arenaria chiara, la Casa dei Pappagalli, poiché i muri di pietra hanno degli orifizi che diventano l'habitat del branco di pappagalli in estate, il Frate, il Rospo, e l'emozionante Gola del Diavolo di Salta, che ha la forma di una trachea umana, anche chiamata così dovuto al tono di colori diversi.

Faremo una sosta a Alemanía, un villaggio isolato, impossibile non fermarci per ammirare le sue vecchie ville fra le colline verdi, la stazione ferroviaria che ormai non si usa più, adesso possiamo osservare una bellissima produzione artigianale, che ci offre l'opportunità di portarci un bel ricordo a casa di questo paese. Ci prepareremo a discendere attraverso le valli. Raggiungeremo la diga Dique Cabra Corral, presso Coronel Moldes, un posto ideale per praticare degli sport acquatici, percorreremo delle località in cui si sviluppano delle attività agricole e di bestiame come a El Carril, dove vi si trovano diverse aziende raccoglitrici di tabacco, potendo anche osservare diverse piantagioni di fico, noce, e pesco, La Merced, dalle strade pulite e dagli spazi verdi che la fanno molto pittoresca, e Cerrillos. Tutte queste località appartengono alla Valle di Lerma, dove si racconta, secondo le leggende che appaiono, che vi sono dei tesori che provengono dalle miniere, che furono trovati e nascosti da qualche parte fra le colline. Partiremo verso la città di Salta, passando per paesaggi variabili in ogni curva, ammirando dei colori splendidi come il rossiccio delle colline, l'ocra del pascolo asciutto, il grigio delle pietre, ed il verde del cactus. Pernottamento a Salta.

Giorno 15 - Salta - Giro Turistico della Città

Si farà la prima colazione in albergo. Proseguiremo il nostro giro turistico della città partendo da Plaza 9 de Julio, che attira l'attenzione per le sue aiuole coltivate a scopo ornamentale di diversi colori, ed i suoi alberi da frutto che emanano un delizioso profumo nell'aria di Salta. Da questa Plaza sarà possibile avere una prima visione della storia e del suo passato coloniale, poiché saremo circondati dai suoi edifici antichi, come il palazzo del Cabildo, la Cattedrale, la Chiesa di San Francesco, il Convento di San Bernardo delle Monache Carmelita, una delle costruzioni più antiche della città, la cui porta d'entrata fu intagliata a mano col legno di carrubo dai nativi nel 1762; le sue case antiche completano la città vecchia, considerate oggi monumenti di grande importanza.

Da questo posto andremo verso la maestosa e più riconosciuta collina della città di Salta: San Bernardo. Ma prima di arrivarci, si farà una passeggiata lungo le sue strade, raggiungendo il monumento a Güemes, generale argentino noto per i suoi ideali di libertà, il suo disprezzo del materialismo, e il suo vivo e sincero amore per la propria patria. Arriveremo al Parco San Martín, in cui vi si trova la funivia, il mezzo di trasporto che prenderemo per scendere sulla collina, da dove goderemo di una veduta panoramica meravigliosa della città e dintorni, e altre colline come sfondo.

Di seguito, proseguiremo verso un luogo veramente incantevole, scelto dai turisti per i meravigliosi fascini naturali, e le diverse attività da realizzare: La villa comunale d’estate San Lorenzo, in cui si trova la Quebrada, posto ideale per trascorrere la giornata sulla riva del fiume, ascoltando il suo suono distensivo. Il percorso ci porterà fra dei giardini floreali, case signorili, castelli, circondati da colline tondeggianti e dove si possono realizzare delle cavalcate, praticare trekking e godere di scampagnate con colazione o merenda all’aperto. Ritorneremo in città, ma prima visiteremo il Mercato dell’Artigianato, in cui potrete comprare dei ricordi di questa bellissima città, come oggetti d’argento o in ceramica, tessuti rustici fatti di lana di lama, artigianato in cuoio, e tanti altri.

Giorno 16 - Traversata delle Nuvole - Salinas Grandes – Purmamarca

Si farà la prima colazione in albergo. Prenderemo il percorso che fa il Treno per le Nuvole, includendo Salinas Grandes fino a Purmamarca. Campo Quijano sarà la prima località che attraverseremo, posto tranquillo, che si distingue per la diga nota come Dique Las Lomitas, ammirando bellissime vedute dei suoi campi e colline verdi, come il paesaggio del fiume Arenales a El Encón; si tratta di un villaggio tradizionale sulla Valle di Lerma, nota come la porta d'ingresso alla Puna, dove transitano le ferrovie del Treno per le Nuvole.

Proseguimento del nostro percorso passando per il fiume Blanco, circondato da natura incontaminata. Di seguito, raggiungeremo la Quebrada del Toro, che si estende fino a Puerta Tastil, una piccola città preispanica che ebbe il suo maggiore sviluppo nel XIV secolo, ma poi scomparve misteriosamente; il fiume Blanco riappare circondando il tragitto. La città preispanica di Tastil rappresenta la "porta" d'accesso a Quebrada de las Cuevas, in cui troveremo le rovine archeologiche di Tastil. Passeremo per Abra Blanca, situata a 4.080 metri sul livello del mare fino a San Antonio de los Cobres, una piccola città che si trova a circa 4.000 metri sul livello del mare, famosa per la celebrazione della Festa Nazionale di Pachamama (Terra Madre) e per essere il punto più alto della passeggiata sul Treno per le Nuvole.

Continueremo prendendo la Ruta 40 (autostrada) verso Salinas Grandes, già in Jujuy, che si trovano a 3.450 metri sul livello del mare, in media. Le Salinas si estendono sulla regione nota come Puna Jujeña, e si originarono tra 5 e 10 milioni di anni fa. Durante questo periodo il bacino di questa regione salmastra si coprì d'acqua con un'importante quantità di sali dovuto all'attività vulcanica, ed in modo lento, la loro evaporazione diede origine a questo grande posto salino, diventando un vero spettacolo per gli occhi, per il contrasto che forma col cielo. Scenderemo attraverso Cuesta de Lipán, raggiungendo il paese di Purmamarca, situato sulla base della collina Cerro de los Siete Colores.

Giorno 17 - Paseo de Los Colorados, Purmamarca

Día libre en Purmamarca. La breve caminata por el Paseo de los Colorados, nos brinda paisajes que nos muestran formaciones sedimentarias de color rojizo con figuras pétreas que la madre naturaleza ha tallado con el correr de los años debido a la erosión del viento y el agua. Este trekking se hace siguiendo el Cerro de los Siete Colores, que hizo famoso a Purmamarca, es de aproximadamente 3 kilómetros que van rodeando los cerros colorados, de ahí su nombre. En el camino nos cruzamos con ovejas, cabras y llamas, finalizando detrás de un poblado, cerca del cementerio.

Giorno 18 - Quebrada de Humahuaca de San Salvador da Jujuy: Purmamarca, Tilcara...

Colazione in albergo. In questa giornata percorreremo la Quebrada de Humahuaca, scopriremo un paesaggio di colori e di forme che risale a oltre 60 milioni di anni fa. La regione è sempre stata un crocevia per la comunicazione economica, sociale e culturale. Lasceremo San Salvador de Jujuy per incominciare il nostro viaggio a 1.200 metri di quota. Il primo paese da visitare è Tumbaya, con la sua piazza e chiesa caratteristiche. Proseguiremo verso Purmamarca, dove si trovano il Cerro de Siete Colores, il Paseo de Los Colorados (traversata dei coloriti), la Piazza degli Artigiani e la chiesa.

Continueremo il sentiero verso nord. Sul tragitto potremo vedere il vulcano del Yacoraite e la catena montuosa Los Amarillos (i gialli). Arrivati a Humahuaca, riceveremo la benedizione di San Francisco Solano, la sua immagine viene esposta dall'orologio del cabildo. Visiteremo il Monumento in onore degli eroi dell'Indipendenza e la chiesa. Optional: pranzo con show folkloristico.

Nel pomeriggio sulla strada di ritorno consoceremo Uquía, visiteremo la sua chiesa che ha un altare in oro e pitture appartenenti alla scuola di Cuzco: gli Angeles Arcabuceros (angeli con archibugio), potremo anche conoscere un artigiano della ceramica e una Riserva di Vigogne. a Huacalera passa la linea del Tropico di Capricorno, ci fremeremo per scattare delle foto. A Tilcara visiteremo le Rovine del Pucará, il Museo di Archeologia e la chiesa. L'ultima fermata è Maimará dove potremo ammirare il Cerro Paleta del Pintor (tavolozza del pittore) e visitare il cimitero.

Giorno 19 - Carovana di Lama a Tilcara

Oggi sarà una giornata molto speciale poiché incontreremo le lame. La lama è una compagna fedele del contadino delle Ande. Grazie ad essa si trasporta la merce attraverso la puna, le valli o le foreste. A Tilcara le lame vengono addomesticate per fare il carico di generi alimentari e per trainare. Il sistema speciale che si usa per ammansire le lame viene chiamato “stimolo positivo”, avendo come risultato delle lame inoffensive, con una condotta esemplare, raggiungendo un addomesticamento perfetto. Chiamata “Camelus delle altitudini”, la lama è stata considerata un animale sacro da diverse culture preistoriche ed è stata la figura simbolica della ricchezza e della nobiltà. Rappresenta l’identità di Jujuy e del suo legato culturale. Faremo passeggiate verso i casali rurali o punti panoramici, godendo di diversi posti e visitando gli abitanti delle comunità. Non soltanto goderemo della saggezza ancestrale che l’uomo di Jujuy rivela in ogni attività culturale che realizza.

Giorno 20 - La Quiaca, Abra Pampa, Yavi & Villazón

Attraverseremo ciò che ci resta della Quebrada di Humahuaca, partendo da Tilcara per raggiungere il confine settentrionale dell’Argentina, La Quiaca. Visiteremo la città per poi partire verso Yavi, nota per la sua cappella storica. La Quiaca si trova al confine con la Bolivia, unita con la città boliviana di Villazón per mezzo di un ponte internazionale. Agli inizi del XX secolo ci arrivò la ferrovia dalla Puna fino al confine, in cui si costruì la stazione limite ed un viadotto formato da tre archi sul fiume della Quiaca. La Quiaca si è sviluppata con il trascorrere del tempo, diventando sempre più rilevante dalla metà del XX secolo. E’ un posto con un transito continuo di abitanti dell’ altopiano delle Ande, che indossano degli abbigliamenti tipici della Puna. Presso La Quiaca vi troveremo un’altra città notevole del nord-ovest argentino, Yavi, ricca per il suo elevato concetto storico. Finalmente, attraverseremo il ponte internazionale per conoscere Villazón nel territorio boliviano.

Giorno 21 - Iruya, un villaggio nelle montagne, Casabindo

Colazione presso l'hotel. La corrida del caschetto è la corrida sola dall'Argentina e fu ereditata dalla colonizzazione spagnola. Questo viene fatto nel villaggio di Casabindo nella provincia di Jujuy. La cerimonia si svolge alla Quipildor 15 agosto di ogni anno, per celebrare l'assunzione della Vergine Maria. A differenza della corrida in Spagna, il toro non ferisci, solo è necessario rimuovere l'archetto. La tradizione dice che colui che riesce a rimuovere l'archetto al Toro deve gettare giù è la Vergine. Un vero sincretismo di 2 diverse culture che unisce in un evento originale e indimenticabile.

Siamo partiti per Casabindo, 210 km da San Salvador de Jujuy, se siamo andati a La Quiaca, dormito in La Quiaca essere domani più vicino. Siamo arrivati la mattina per assistere alla messa presso la Pachamama e offerto per la processione per le vie del paese con immagini, cracking e Samilantes danza, indossando piume di struzzo e le campane sulle gambe per chiedere la pioggia nei mesi di semina. A mezzogiorno si può provare i piatti tipici del nord. Poi ci si trova nel muro perimetrale della piazza, proprio di fronte alla Chiesa fondata nel 1690 che conserva pitture Cuzco per osservare lo scontro amichevole tra i cowboy e il toro al fine di rimuovere la fascia e la ofrendársela Vergine. A giro di metà pomeriggio a San Salvador de Jujuy.

Opzione: Iruya di San Salvador de Jujuy

Il mattino lasceremo Humahuaca per partire verso Iruya, passando per Iturbe e Chaupi Rodeo, villaggi di Jujuy con paesaggi tipici settentrionali, molto pittoreschi, come Abra del Cóndor a 4.000 metri sul livello del mare. Di seguito cominceremo la discesa a 1.200 metri, in un tragitto che si estende per una lunghezza di 19 chilometri, dove potremo osservare il cambiamento di colori che ci offre la madre natura, passando dal verde agreste, al colore tra il carminio ed il blu, o il viola, sempre accompagnati dal fiume Colanzuli, fino a fermarci nella nostra meta: Iruya, bellissimo paese che sembra emergere dalla montagna. Dopo, ritorneremo a Humahuaca o San Salvador de Jujuy.

Giorno 22 - Las Yungas, Parco Nazionale Calilegua: La Riserva della Biosfera più grande dell'Argentina

Cominceremo la nostra avventura attraverso il Passaggio (Corridoio) delle Foreste e delle Yungas visitando il Parco Nazionale Calilegua. Faremo la prima sosta per godere di uno dei percorsi che ne esistono nel parco, dai 475 metri sul livello del mare fino ai 1.700 metri sul livello del mare. Vi sono 3 sentieri da percorrere: La Mamota, La Herradura e La Lagunita, sempre accompagnati da una guida del parco.

La foresta di Yungas è uno dei biomi più ricchi in specie di mammiferi della regione di clima temperato tropicale del nord-ovest. Si crede ci siano oltre 100 specie di mammiferi nei 600 chilometri d’estensione del nord-ovest in Argentina. Circa il 35% delle specie di mammiferi terrestri in Argentina si trovano in questo ecosistema di Foreste e Yungas.

Osserviamo dei mammiferi, quali, giaguaro, tapiro, oritteropo, scimmia caí, furetto maggiore, mayuato, coendú (rassomigliante al porcospino), tapití, scoiattolo rosso, pipistrello, armadillo, certi marsupiali, ecc. Uccelli quali ciacialaca, burgo, macará, aquila, colomba-pernice, surucuá, pappagallo tucano, colibrì, boyero (della famiglia degli Itteridi), ecc. Dentro della famiglia dei rettili vi sono delle lucertole e delle serpenti. Dentro degli anfibi osserviamo la rana marsupiali, il rospo dal ventre rosso e la rana. E dentro dei pesci troviamo mojarra (piccolo pesce teleosteo), anguilla lupo di mare, tararira (d’ acqua dolce), vieja de agua (pesce teleosteo), lupo di mare grande, ecc. E’ molto conosciuto “l’orso con gli occhiali”, chiamato ucumari dagli abitanti del luogo.

Las Selvas Montañosas (le foreste montuose) si trovano sui versanti fra i 500 e i 1000 metri. La vegetazione è fitta e umida. Sullo strato arboreo più basso, oltre i 30 metri, vi troviamo l’alloro, l’ horco molle (albero di dimensioni medie), e altre specie di cedri, noci, ecc. Sullo strato medio che non supera i 20 metri, c’ è il chalchal (albero dell’ordine Sapindali, che ha fiori bianchi e gialli), palo luz (bastone di luce), quercia, tala (albero dell’ordine Rosali). Ve ne troviamo altri strati, uno arbustivo e l’altro erbaceo, delle piante che si sviluppano sulla superficie del suolo e una quantità importante di liana ed epifita. Nel Parco Nazionale Calilegua vi si osservano diversi generi di boschi, in cui ci abitano il pino della collina, in modo non uniforme, il bosco di ontano, e quello di queñoa che raggiungono fino ai 3.000 metri d’altitudine.

Giorno 23 - Laguna di Yala e Terme di Reyes

Siamo andati da San Salvador verso le lagune di Yala situate a 20 chilometri dalla città. Queste lagune si trovano racchiuse da un contorno naturale maestoso, circondate dal verde esuberante, a una altitudine di oltre 2.000 metri, accerchiate da un bosco di ontani e di pini. Saliremo attraverso un sentiero racchiuso da una cornice, ma prima passeremo per un posto di pesca delle trote.

Le lagune fanno parte del Parco Provinciale Potrero di Yala ed appartengono alla Riserva della Biosfera, una delle regioni protette di Jujuy, in tutto il nord-ovest. Yala costituisce il luogo perfetto per la pratica di sport d'avventura e dell'ecoturismo, anche per la pesca sportiva. Questa regione appartiene alla zona di valli di Jujuy, e si somiglia molto al Parco Nazionale Calilegua. Più tardi, lasceremo Yala per andare verso Reyes, un percorso molto pittoresco e singolare, fino ad arrivare al belvedere di Reyes, dove si potrà avere una veduta panoramica eccezionale della valle omonima.

Valli e Dighe: Los Alisos, La Ciénaga, Las Maderas

Faremo una passeggiata lungo le dighe La Ciénaga e Las Maderas, per dopo ritornare attraverso il villaggio di San Antonio, uno dei paesi meglio preservati in tutta la valle. Si distinguono i formaggi elaborati in modo artigianale dagli abitanti della zona. Di seguito, visiteremo La Almona per conoscere una fabbrica di dolci artigianali. Finalmente, andremo verso la diga Los Alisos, prima di ritornare a San Salvador di Jujuy.

Giorno 24 - Ritorno a Buenos Aires

Prima colazione in hotel. Trasferimento all'Aeroporto della Città di San Salvador de Jujuy. Accoglienza all'Aeroporto Metropolitano Jorge Newbery della Città di Buenos Aires e trasferimento all'Aeroporto Internazionale di Ezeiza. Fine dei nostri servizi.


Consultare Prenotazione Scarica PDF